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Colloquio di lavoro: quali sono le domande illegali e come devi comportarti se ti vengono rivolte

Arrivare impreparati a un colloquio di lavoro è come presentarsi all’esame di Fisica 1 senza avere aperto libro, sperando nella magnanimità dell’assistente che in genere boccia tutti.

In altre parole, hai poche chances di farcela.

Ignorare quali sono le domande illegali durante un colloquio di lavoro potrebbe metterti in seria difficoltà, perché non sapresti come (e soprattutto se) rispondere.

Ma non ti preoccupare, noi abbiamo la soluzione.

In questo articolo abbiamo stilato un elenco delle dieci domande illegali che il recruiter non può rivolgerti e come comportarsi in questa spinosa situazione.

Domande di colloquio illegali: quali sono e come comportarsi in questa situazione

domande illegali durante un colloquio di lavoro

Dieci domande e argomenti di colloquio illegali che il datore di lavoro non dovrebbe rivolgerti

#1 Età

I reclutatori non hanno il diritto di chiedere l’età di un candidato.

La maggior parte delle persone lo considera inappropriato, potenzialmente offensivo e ritiene che sia un tentativo di discriminazione sul lavoro, basato sull’età.

Tuttavia, ci possono essere casi in cui conoscere l’età di un candidato è parte integrante del processo di assunzione.

Ad esempio, se ti stai candidando per una posizione da barista, il candidato ideale dovrà avere almeno 18 anni.

In questa situazione, il responsabile delle assunzioni potrebbe porti le seguenti domande:

  • “È consapevole del fatto che per questo lavoro è richiesto che il candidato abbia raggiunto la maggiore età?”
  • “Può confermare di avere almeno 18 anni?”.
  • “Ha con sé dei documenti che attestino che lei ha più di 18 anni per rientrare nei requisiti di questa posizione?”

#2 Disabilità

Se il datore di lavoro dovesse chiederti se soffri di qualche disabilità potrebbe metterti in imbarazzo e suscitare diverse emozioni, in quanto potresti sentirti attaccato.

La disabilità è un argomento delicato e sensibile che va trattato con cautela.

Quindi, a una domanda diretta come “Ha qualche disabilità?” è preferibile invece:

  • “È in grado di svolgere tutte le funzioni richieste dal ruolo?”
  • “Avrà bisogno di assistenza in qualche momento?”

#3 Paese di origine o cittadinanza

Secondo il decreto legislativo 215 del 2003, è illegale domandare a un candidato la propria origine, perché violerebbe la cosiddetta “Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica”.

#4 Genere, identità di genere o orientamento sessuale

Le domande sul genere e sull’orientamento sessuale sono controverse e discriminatorie.

Ecco alcuni esempi di domande inappropriate in fase di colloquio:

  • “È sicura di poter gestire questo ruolo come donna?”
  • “Questo lavoro richiede molte competenze trasversali. Direbbe di averle come uomo?”
  • “In quale identità di genere si identifica?”

Per questo facciamo riferimento all’art. 27 del Codice delle Pari Opportunità che recita così:

“È vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale”.

#5 Stato civile e gravidanza

Molti datori di lavoro sono tentati di chiedere lo stato civile o la situazione familiare di un candidato per verificarne l’impatto a lungo termine sul lavoro.

Tuttavia, non è una domanda appropriata in fase di colloquio, perché viola l’art. 27 di cui abbiamo parlato poco fa.

Capita spesso che alle donne vengano poste domande su eventuali gravidanze, sui figli, sulla loro età e sulle modalità di mantenimento.

Per fare degli esempi, gli intervistatori non possono rivolgere le seguenti domande:

  • “È single, sposato o si trova al momento in una relazione?”
  • “Quanti figli ha?”
  • “Si fa aiutare da qualcuno per mantenere i suoi figli?”
  • “Spera di formare una famiglia?”
  • “Pensa di avere altri figli in futuro?”

Leggi anche: Colloquio di gruppo: 5 regole da seguire per affrontarlo nel modo migliore

#6 Religione

La religione è un altro argomento che non dovrebbe interessare i responsabili delle assunzioni; è vero però che alcuni vorrebbero conoscere l’orientamento religioso dei candidati per verificare la disponibilità del candidato nei fine settimana o nelle festività religiose.

Ad ogni modo, queste domande risultano inappropriate e sconvenienti, poiché violerebbero l’art. 8 dello Statuto dei Lavoratori:

“È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore”.

Sono dunque considerati illegali i seguenti quesiti:

  • “Qual è la sua appartenenza religiosa?”
  • “Crede in Dio?”
  • “È ateo?”
  • “Quali festività ha la sua religione?”

Si può invece chiedere qualcosa come:

  • “Qual è la sua disponibilità di orario?”
  • “Se ottenesse la posizione, quale sarebbe la sua disponibilità?”

#7 Etnia e provenienza

L’etnia e la provenienza sono un altro argomento sensibile che i datori dovrebbero evitare.

Il motivo è che la maggior parte delle domande di questo tipo hanno matrici razziali e rasentano la discriminazione, e le persone sono generalmente predisposte a vederle da questa prospettiva.

Se però il datore volesse conoscere la tua etnia per comprendere se parli fluentemente la lingua, potrebbe domandarti se, per esempio, hai un buon livello di conoscenza dell’italiano.

#8 Domande inerenti alla salute del lavoratore

Secondo quanto disciplinato dal Dlgs 276/2003, un datore di lavoro non può porti domande sulla tua salute.

Un quesito come “Soffre d’ansia o attacchi di panico?” risulta dunque inappropriata.

Se invece dovessi appartenere a una categoria protetta, ogni questione dovrà essere dichiarata nel tuo curriculum vitae (come nel caso di invalidità civile).

#9 Storia salariale

Un datore di lavoro non dovrebbe porti domande come:

  • “Quanto è stato pagato nel suo ultimo lavoro?”
  • “Ha percepito il salario minimo?”

È preferibile, invece, che ti chieda se hai delle aspettative di stipendio per la posizione per la quale ti stai candidando.

#10 Informazioni personali

Oltre ai dati personali, utilizzati per la verifica delle referenze, un responsabile delle assunzioni non dovrebbe chiederti altre informazioni personali che non siano rilevanti per il ruolo.

Tra queste figurano l’altezza, il peso, le convinzioni filosofiche, le opinioni o le associazioni politiche, le condizioni di salute o mediche e altro ancora.

domande illegali a un colloquio

Tre opzioni per rispondere a domande illegali in un colloquio di lavoro

Se ti dovesse capitare di ritrovarti di fronte a domande illegali come quelle che abbiamo visto poco fa, hai tre opzioni.

#1 Rispondere

Puoi scegliere di rispondere alle domande illegali poste da un selezionatore, se ti senti a tuo agio.

A volte i datori di lavoro o i reclutatori possono porre queste domande in modo ingenuo e senza alcun intento negativo, con l’obiettivo di risultare amichevoli e informali.

In ogni caso, sta a te decidere se è il caso di rispondere o meno.

#2 Evitare di rispondere

In alternativa, puoi decidere di eludere una domanda illegale.

Ad esempio, un selezionatore potrebbe chiederti se hai figli o se hai problemi coniugali.

Supponiamo che l’entità della domanda ti infastidisca: in questo caso, potresti rispondere assicurando che la tua situazione coniugale o domestica a casa non ostacolerà la tua capacità di svolgere il ruolo in questione.

#3 Mettere in discussione la pertinenza della domanda

Infine, puoi decidere di contestare o mettere in dubbio la pertinenza di una particolare linea di indagine rispetto alla descrizione del lavoro.

In questo modo, l’intervistatore si renderà conto delle sue azioni inappropriate.

Se però l’intervistatore dovesse rifiutarsi di astenersi dal porre tali domande illegali e discriminatorie, puoi chiedere di terminare il colloquio.

Leggi anche: La tecnica della bussola: come prendere decisioni difficili quando non sai che strada scegliere

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto quali sono le domande considerate illegali durante un colloquio di lavoro.

Abbiamo visto poi come affrontare questa situazione al meglio: rispondendo in modo genuino, eludendo la domanda o contestandone la pertinenza.

Per altre informazioni sui colloqui di lavoro (per esempio, come fare colpo sul recruiter) visita il nostro sito e scopri tutte le novità.

A presto!

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