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I colleghi “difficili”, impara a gestirli!

Con i giusti strumenti scegliere l’azienda giusta è facile. La rete offre un’infinità di strumenti, alcuni decisamente innovativi come la Fiera digitale del lavoro e le Digital Talent Week promosse da CVing. E i colleghi? Quelli no, non puoi sceglierli e costruire un clima di lavoro positivo dipende dalla tua capacità di riconoscere e gestire i colleghi difficili.

Cosa rende l’azienda un bel posto dove lavorare?

Secondo l’annuale classifica Best Workplaces Italia  un ambiente di lavoro eccellente è caratterizzato da tre relazioni fondamentali: una relazione di fiducia reciproca con il management aziendale, il rapporto di orgoglio per il proprio lavoro e per l’organizzazione di cui si fa parte e la qualità dei rapporti con i colleghi.

Tra le dimensioni indagate dalla ricerca  troviamo Credibilità, Rispetto ed Equità, orientate a misurare la fiducia dei dipendenti nei loro manager, e Orgoglio e Coesione, orientate invece a valutare il rapporto dei dipendenti con il loro lavoro e la loro azienda, le sensazioni, le relazioni e il divertimento nel luogo di lavoro con gli altri colleghi.

Come contribuire a rendere il clima aziendale positivo?

Un clima di serenità e, perchè no, di divertimento, si fonda certamente sullo stile che l’azienda sceglie di adottare nella relazione con i dipendenti, ma molto puoi fare anche tu. Individuare i tratti distintivi del carattere dei colleghi, ascoltarli e apprezzarli per quanto di buono possono offrire è il primo passo verso l’eliminazione dei conflitti tipici dei luoghi di lavoro condivisi.

Quali sono i colleghi difficili?

Partiamo da una premessa. Non tutti i colleghi dal carattere difficile sono dannosi per l’attività comune. Ci sono persone poco affabili ma sicuramente efficienti con le quali imparerai a comunicare e, per quanto possibile, ad entrare in sintonia con un minimo sforzo e un po’ di buona volontà. Questi elementi, presenti in qualunque ambito lavorativo, poco hanno a che fare con i colleghi difficili con i quali collaborare o rispettare una scadenza diventa un percorso ad ostacoli, Vediamo chi sono!

  • Il procastinatore: il collega col quale arrivi alle scadenze sempre con l’acqua alla gola.

Non è semplice avere a che fare con lui, non sa imporsi ritmi costanti di lavoro, tende a rimandare ogni attività e lavora sodo soltanto quando il tempo stringe.

Difenditi coinvolgendolo nella stesura di una tabella di marcia valida per entrambi. Frammenta le attività in tante piccole scadenza quotidiane e ridi con lui, in fondo è simpatico.

  • Il fedelissimo alla job description: Il suo mantra è “non mi compete” e ogni piccola attività con lui diventa Metodo e precisione sono  la sua forza, caratteristiche preziose alle quali non devi rinunciare. Probabilmente nutre insoddisfazione per il proprio ruolo o per l’azienda. Non sei tu il suo “nemico”. Potrai ottenere nel tempo la sua piena collaborazione solo instaurando un rapporto diretto con lui: uscirà dal suo guscio, smetterà di essere fiscale ma non lo farà per migliorare la performance aziendale.  Lo farà per te, solo per te.
  • Il resistente al cambiamento: rinnovare un procedura significa per lui perdere certezze acquisite, si tratta di una persona che teme di perdere il controllo degli strumenti con i quali ha dimestichezza. Rimani concentrato e ascolta le sue obiezioni, mostrati interessato, potrebbe anche individuare debolezze e lacune nelle nuove procedure. Esamina le novità insieme a lui e prendilo per mano nel cambiamento.
  • Il sospettoso: è il collega più nocivo alle relazioni sul posto di lavoro. Tende a giudicare le scelte aziendali in modo distorto spostandole sul piano personale. Difenditi con una buona comunicazione, cura il passaggio delle informazioni e non lasciare alcun spazio alle sue supposizioni.

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